Tutte le donne di Prassagora

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Pride and Prejudice, Jane Austen
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venerdì 21 novembre 2014

IVA ebook diminuita dal 22% al 4%? No, l'Europa non lo permette






Approvato l'emendamento presentato da Dario Franceschini relativo alla diminuzione dell'IVA sugli Ebook, dal 22% al 4%.

Dopo la campagna di sensibilizzazione #unlibroèunlibro il Ministro Franceschini si era preso l'impegno di presentare in Commissione l'emendamento.
Come promesso ha mantenuto l'impegno preso via tweet.

Questa è un'ottima notizia per i lettori e la cultura, in quanto permetterà una maggiore diffusione del libro elettronico, diffusione che finora era stata contenuta proprio a causa dei prezzi, ancora troppo alti rispetto al formato cartaceo. Speriamo che questa novità possa dare una svolta al mercato degli Ebook.

La lettura apre la mente ed è la strada che porta a una società più giusta ed equa.
Esprimiamo a Dario Franceschini, Ministro della Cultura il nostro plauso per questa importante iniziativa.
Il cambiamento arriva anche dalle piccole cose.

ERRATA CORRIGE:

A causa dell'incompatibilità dell'emendamento con la legislazione europea, l'IVA rimane al 22%.
Della serie: tanto rumore per nulla?
Al grido di #unlibroèunlibro, il ministro per i Beni e le attività culturali e il Turismo Dario Franceschini aveva annunciato l'approvazione da parte della Commissione bilancio dell'emendamento per portare l'IVA sugli eBook al 4 per cento.

La modifica alla Legge di Stabilità fortemente voluta da Palazzo Chigi prevede anche la copertura del mancato gettito generato, calcolato in 7,2 milioni di euro l'anno: saranno recuperati dal fondo per gli interventi strutturali di poltica economica.

Nonostante la soddisfazione espressa dall'Associazione Italiana Editori, la mossa del Governo italiano, in realtà, potrebbe essere solo simbolica se non addirittura dannosa: se non cambia l'impostazione europea l'Italia rischierà una procedura per infrazione ed una multa da parte di Bruxelles.

Bruxelles sembra destinata a bocciare le mediazioni guidate da Italia e Francia che stanno cercando di portare avanti le istanze favorevoli all'abbassamento dell'IVA degli ebook fino a livello di quella prevista per i libri cartacei.

Il problema è che gli ebook sono equiparati ai dispositivi elettronici e agli altri beni digitali e per questo hanno una tassazione superiore (al momento in Italia 22 per cento, contro il 4 per cento di cui godranno quelli cartacei dal prossimo gennaio): una tassazione differente costituirebbe - secondo Bruxelles - un aiuto statale illecito al settore.

Il Presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo, in ogni caso, ha continuato a professare ottimismo nella battaglia per l'abbassamento dell'IVA sugli ebook al livello di quella sui libri cartacei: "Andiamo avanti, siamo certi e fiduciosi dell'impegno del ministro Franceschini e dell'Italia in sede europea per la battaglia contro la discriminazione dell'IVA degli ebook rispetto a quella dei libri di carta". Polillo per far valere le sue ragioni ha lanciato la campagna #unlibroéunlibro confidando nel fatto che "che il Parlamento italiano possa trovare una soluzione per la cultura del nostro paese": d'altronde, spiega ancora, si tratta di una "campagna di buonsenso contro gli egoismi nazionali e contro una visione dell'Europa assolutamente burocratica".

La UE, già nel 2012 è intervenuta sulla tassazione dei libri digitali multando Francia e Lussemburgo che l'avevano abbassata rispettivamente al 7 e al 3 per cento ed obbligandole a riallinearla a quella degli altri paesi (15 per cento) e per il momento sembra aver bocciato tutti i tentativi di mediazione in materia portati avanti da Italia e Francia.

Per Bruxelles il problema rimane ideologico: gli ebook sono equiparati ai beni e servizi digitali e per questo hanno una tassazione superiore (al momento in Italia 22 per cento) ed una tassazione differente costituirebbe dunque un aiuto statale illecito al settore.

D'altra parte, come osserva Stefano Quintarelli, alla tassazione è legato anche un problema di interpretazione: quando acquistano un ebook gli utenti si ritrovano in realtà con una licenza d'uso (un servizio per definizione) e non un prodotto che possono liberamente gestire in piena autonomia. Quindi con l'Iva dovrebbe cambiare anche la gestione di questo tipo di beni. Ulteriore problema è poi quello della transnazionalità dei negozi digitali che li vendongo: Amazon ha sede in Lussemburgo, Apple e Kobo ancora altrove, e mentre ora l'Iva è calcolata in base alla nazione dove il libro viene vendut dal 2015 sarà calcolata in base al Paese dell'acquirente.

D'altronde, per quanto al momento il Parlamento italiano sembri allineato sulla volontà di abbassare l'IVA sugli ebook, senza un cambio di rotta continentale ogni cambiamento è impossibile: la UE, d'altra parte, già nel 2012 è intervenuta sulla tassazione dei libri digitali multando Francia e Lussemburgo che l'avevano abbassata rispettivamente al 7% e al 3% ed obbligandole a riallinearla a quella degli altri paesi (15%).

Bibliografia:

Claudio Tamburrino, Punto Informatico, http://punto-informatico.it/4191666/PI/News/ebook-un-pugno-iva.aspx; http://punto-informatico.it/4187896/PI/News/iva-e-book-speranze-deluse-dall-europa.aspx;
Raffaella Natale, http://www.key4biz.it/ebook-iva-4-commissione-bilancio-approva-lemendamento/;
Marco Zatterin,  La Stampa, http://www.lastampa.it/2014/11/17/economia/gli-ebook-come-i-videogame-lue-boccia-liva-agevolata-cmJf56trr3OxZaH077YD7K/pagina.html;
Antonello Salerno, Corriere Comunicazioni, http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/30863_e-book-appello-bipartisan-iva-al-4-con-la-legge-di-stabilita.htm.

giovedì 20 novembre 2014

IVA al 4% anche per gli ebook: la promessa via tweet di Dario Franceschini




IVA al 4% anche per gli ebook, perché un libro è un libro qualunque sia il suo supporto o la sua forma. 

E se questa battaglia è in auge ormai da tempo, in queste ore sta vivendo il suo momento più importante: la pubblica dichiarazione su Twitter di Dario Franceschini, ministro della Cultura, spezza infatti una lancia nei confronti dell’iniziativa e ne concretizza gli intenti trasformando un hashtag in un emendamento.

Da Twitter al Palazzo, insomma, per mano del ministro: la battaglia lanciata dall’Associazione Italiana Editori ha trovato l’appoggio che mancava ed ora può guardare con maggior fiducia a quella che è sì una guerra di odore economico, ma che si fa forza anche di un saldo principio di equità. 

La disuguaglianza di trattamento tra libri cartacei e libri digitali, infatti, è un tappo alle possibilità dell’innovazione nel settore, svilendo gli investimenti degli editori e bloccando la crescita laddove invece cultura e impresa avrebbero bisogno di un incentivo.
 Poi il tweet che cambia tutto: «Ho appena presentato emendamento del Governo per portare IVA Ebook al 4% Una battaglia giusta». 

Immediato il plauso dell’AIE: l’associazione ha raggiunto l’obiettivo minimo di porre il problema all’attenzione della politica, ma ora dovrà perseverare nel proprio sforzo per raggiungere la concretizzazione definitiva del taglio sull’imposta sul valore aggiunto. Le dichiarazioni AIE giungono a firma del presidente Marco Polillo:
Apprendiamo che il Ministro Franceschini ha presentato un emendamento alla legge di stabilità per equiparare l’Iva degli ebook a quella dei libri cartacei. Desidero esprimere come Presidente dell’AIE e a nome di tutti gli editori, gli autori e i sostenitori della campagna #unlibroèunlibro i nostri più sentiti ringraziamenti al Ministro Franceschini, al Presidente Renzi e a tutto il Governo per aver accolto la forte istanza proveniente da tutto il mondo del libro e aver deciso di voltare pagina rispetto ad una discriminazione senza senso. Siamo molto fiduciosi che si possa arrivare a una rapida e condivisa approvazione dell’emendamento in considerazione dell’impegno profuso in queste fasi da parlamentari di maggioranza e di opposizione tra i quali gli on. Piccoli Nardelli, Causi, Palmieri, Giordano, Caparini e Librandi che nei giorni scorsi avevano già presentato emendamenti in tal senso. Anche a loro va tutta la nostra gratitudine.
La bontà della battaglia intrapresa è tutta nella parola “equiparazione”: l’AIE non sta chiedendo trattamenti speciali per gli ebook ma, piuttosto, una semplice equiparazione di fronte al fisco dei libri digitali rispetto a quelli cartacei. E il motivo è tutto nel nome dell’iniziativa: un libro è un libro, come dice l’hashtag, come dicono centinaia di utenti che ne hanno condivisi i principi e come dice ora anche il ministro della Cultura.
Già alla Fiera internazionale del libro di Francoforte, il ministro aveva detto: «Trovo giusto e condivido pienamente lo slogan dell’iniziativa». E giovedì aveva ribadito in una nota: «Un libro è un libro indipendentemente dal suo formato, solo un incomprensibile meccanismo burocratico può consentire un regime fiscale discriminatorio per gli ebook (Iva al 22% contro il 4% del libro cartaceo, ndr)».
Più in dettaglio, precisano dal Mibact, quello di Franceschini è un emendamento all’articolo 17 della legge di stabilità 2015 e «prevede, ai fini della imposta sul valore aggiunto, di considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice Isbn e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica». L’Iva sugli ebook – prosegue il Mibact – viene in questo modo «abbassata al 4% ed equiparata a quella prevista per i libri cartacei, superando così un regime fiscale discriminatorio sulla lettura».  Le risorse del mancato gettito, pari a 7,2 milioni di euro l’anno, saranno coperte dal fondo per interventi strutturali di politica economica.
I problemi, però, restano in Europa, dove solo la Francia condivide la linea italiana e se ne è fatta a sua volta portavoce (Parigi ha abbassato unilateralmente l’Iva al 7%, rischiando la condanna della Corte). Tra i Paesi favorevoli, Olanda, Grecia, Slovenia e Lussemburgo. Ma non basta. E sono quasi nulle le speranze che il  Consiglio dei ministri europei della Cultura del 25 novembre possa arrivare alla posizione unanime sull’equiparazione dell’Iva sugli ebook a quella sui libri cartacei.


Credits:


Giacomo Dotta, http://www.webnews.it/2014/11/19/franceschini-iva-ebook
articolo tratto dal sito www.europaquotidiano.it
Alessia Rastelli, Corriere della Sera,  http://ehibook.corriere.it/2014/11/20/iva-sugli-ebook-franceschini-presenta-emendamento-per-abbassarla-al-4/