Avia Pervia

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"Great minds discuss ideas. Average minds discuss events. Small minds discuss people" Eleanor Roosevelt

martedì 4 agosto 2015

Legalizzare la Cannabis è una soluzione contro il consumo di droghe pesanti?



Per chi non lo sapesse, il 15 luglio è stata presentata la proposta di legge sulla legalizzazione della Cannabis.
Si tratta di una proposta di legge condivisa trasversalmente da 218 parlamentari, presentata a Montecitorio dall’Intergruppo che negli ultimi mesi ha lavorato cercando di compendiare le diverse proposte sul tavolo. Si va da quella di Pippo Civati a quella di Roberto Giachetti, passando per la proposta Ferraresi del Movimento Cinque Stelle.


Per spiegare nei dettagli di cosa si tratta è stato creato dall’intergruppo parlamentare anche un sito web: www.cannabislegale.org/
La proposta per slides:









Per ulteriori approfondimenti sulla proposta:  www.cannabislegale.org/proposta-di-legge/
Per onestà intellettuale, devo ammettere di non essere mai stata né una consumatrice né una paladina della legalizzazione della cannabis tout court, a me solo l'odore fa girare la testa e venire la nausea..! 

Tuttavia pare che i tempi siano ormai maturi per occuparsi di questo tema e stabilire dei punti fermi, ad esempio per quanto riguarda la cannabis a scopo terapeutico.
 Diversi studi clinici hanno accertato che la cannabis sia utile per particolari tipi di malattie,  come ad esempio alcuni tipi di tumore, ovviamente sotto stretto controllo e prescrizione medica.

Negli Stati Uniti la legalizzazione della cannabis ad uso terapeutico tocca la stragrande maggioranza degli stati.



Dare sollievo ai nostri malati non è un obiettivo meritevole di  essere perseguito,  anche attraverso l'uso della cannabis se occorre? 
Mentre è necessario continuare a combattere con fermezza il consumo delle droghe pesanti, ancor più alla luce degli ultimi fatti di cronaca, in cui un sedicenne è deceduto a seguito dell’assunzione di ecstasy in un ben noto locale della movida romagnola, a cui è seguita la sanzione della chiusura dello stesso per quattro mesi. 

Viene da pensare che la temporanea chiusura della discoteca sia solo un palliativo per lenire le coscienze. Occorre farsi carico del problema droghe e giovani, con serietà, non semplicemente una tantum, quando si verificano i decessi, partendo da un dato incontestabile:  il proibizionismo assoluto finora non ha sortito grandi effetti dissuasori, tutt'altro.


Distinguere tra droghe leggere e pesanti per concentrare gli sforzi di lenire quella che è da anni una piaga sociale con gravi ripercussioni sulle famiglie e con un alto costo sociale causato dalla presa in carico dei soggetti tossicodipendenti da parte dello Stato, potrebbe essere una strada da vagliare seriamente. 

Senza ipocrisia e paternalismo dobbiamo ammettere che il consumo smodato di sostanze stupefacenti, di alcol, come altri preoccupanti fenomeni giovanili, dipendano in larga parte dal declino del ruolo educativo della famiglia




La questione è come mettere un freno a questa piaga che ha rilevanti ripercussioni sociali in modo efficace.
Colpire con pesanti sanzioni pecuniarie salate chi viene trovato in possesso di droghe pesanti, se minorenni, quindi a carico della famiglia, potrebbe porre un freno adeguato al laissez-faire di molti genitori, più generatori biologici, che educatori?

Dove non arriva l'educazione potrebbe arrivare lo spauracchio di dover pagare la sanzione, in quanto è risaputo che all'orecchio di chi non sente ragioni di etica e principi, giunge tuttavia perfettamente il messaggio, nel caso si tocchi il portafoglio...
In tal caso il genitore avrebbe forse la giusta motivazione per "educare la prole alla droga".









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