Avia Pervia

Avia Pervia
"Great minds discuss ideas. Average minds discuss events. Small minds discuss people" Eleanor Roosevelt

mercoledì 12 agosto 2015

Ricordiamo l'Eccidio di Sant'Anna di Stazzema


Oggi, ricorre il 71esimo anniversario dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, quando nel paese toscano le SS uccisero 560 persone.

Non possiamo dimenticare che il 12 agosto di 71 anni fa a S.Anna di Stazzema nazisti e fascisti compirono una tra le stragi piu' efferate. Fra i massacrati, 130 bambini.
Dimenticarli sarebbe ucciderli ancora.
Ricordiamo i loro nomi nelle nostre coscienze, nel chiedere incessantemente verità e giustizia per tutte le vittime delle stragi nazifasciste.
L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema fu un crimine contro l'umanità commesso dai soldati tedeschi della 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer SS", comandata dal generale (Gruppenführer) Max Simon, il 12 agosto 1944 e continuato in altre località fino alla fine del mese.
Il giorno precedente, l'11 agosto 1944, la divisione aveva commesso già l'eccidio della Romagna.

All'inizio dell'agosto 1944 Sant'Anna di Stazzema era stata qualificata dal comando tedesco come "zona bianca”, ossia località adatta ad accogliere sfollati: per questo la popolazione, in quell'estate, aveva superato le mille unità.
I partigiani avevano abbandonato la zona senza aver svolto operazioni militari di particolare entità contro i tedeschi.
Nonostante ciò, all'alba del 12 agosto 1944, tre reparti di SS salirono a Sant'Anna mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di Valdicastello. Alle sette il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant'Anna, accompagnati da fascisti collaborazionisti che fecero da guide, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati mentre donne, vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro, in quanto civili inermi, restarono nelle loro case.


In poco più di tre ore vennero massacrati 560 civili, in gran parte bambini, donne e anziani.
I nazisti li rastrellarono, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra, bombe a mano colpi di rivoltella e altre modalità di stampo terroristico.
La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva 20 giorni. Gravemente ferita, la rinvenne agonizzante una sorella miracolosamente superstite, tra le braccia della madre ormai morta. Morì pochi giorni dopo nell'ospedale di Valdicastello. Infine, incendi appiccati a più riprese causarono ulteriori danni a cose e persone.


Non fu una rappresaglia (ovvero di un crimine compiuto in risposta a una determinata azione del nemico): come è emerso dalle indagini della procura militare di La Spezia, infatti, si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la popolazione, la loro volontà e tenerla sotto controllo grazie al terrore.

L'obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.

La ricostruzione degli avvenimenti, l'attribuzione delle responsabilità e le motivazioni che hanno originato l'Eccidio sono state possibili grazie al processo svoltosi al Tribunale militare di La Spezia che si è concluso nel 2005 con la condanna all'ergastolo per dieci SS colpevoli del massacro; sentenza confermata in Appello nel 2006 e ratificata in Cassazione nel 2007.

Nella prima fase processuale si è svolto, grazie al pubblico ministero Marco De Paolis, un imponente lavoro investigativo, cui sono seguite le testimonianze in aula di superstiti, di periti storici e persino di due SS appartenuti al battaglione che massacrò centinaia di persone a Sant'Anna.

Fondamentale, nel 1994, anche la scoperta avvenuta a Roma, negli scantinati di Palazzo Cesi, di un armadio chiuso e girato con le ante verso il muro, ribattezzato poi “armadio della vergogna”, poiché nascondeva da oltre 40 anni documenti che sarebbero risultati fondamentali ai fini di una ricerca della verità storica e giudiziaria sulle stragi nazifasciste in Italia nel secondo dopoguerra.



Prima dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, nel giugno dello stesso anno, SS tedesche, affiancate da reparti della X MAS, massacrarono 72 persone a Forno. Il 19 agosto, varcate le Apuane, le SS si spinsero nel comune di Fivizzano (Massa Carrara), seminando la morte fra le popolazioni inermi dei villaggi di Valla, Bardine e Vinca, nella zona di San Terenzo. Nel giro di cinque giorni uccisero oltre 340 persone mitragliate, impiccate, persino bruciate con i lanciafiamme.

Nella prima metà di settembre, con il massacro di 33 civili a Pioppetti di Montemagno, in comune di Camaiore (Lucca), i reparti delle SS portarono avanti la loro opera nella provincia di Massa Carrara. Sul fiume Frigido furono fucilati 108 detenuti del campo di concentramento di Mezzano (Lucca), a Bergiola i nazisti fecero 72 vittime.
Avrebbero poi continuato la strage con il massacro di Marzabotto.

martedì 11 agosto 2015

In ricordo di Robin Williams


"I always thought that the worst thing in life was to be alone. I't's not so. The worst thing is to be with people who make you feel alone".  Robin Williams

                  
Esattamente un anno fa, l'11 agosto 2014Robin Williams ha spento il suo sorriso, ci ha lasciato un grande attore che ha saputo farci emozionare, farci ridere, farci piangere con le sue interpretazioni. 

Tanti personaggi diversi e una grande capacità di entrare nella parte, di improvvisare.

Grazie Robin.

martedì 4 agosto 2015

Legalizzare la Cannabis è una soluzione contro il consumo di droghe pesanti?



Per chi non lo sapesse, il 15 luglio è stata presentata la proposta di legge sulla legalizzazione della Cannabis.
Si tratta di una proposta di legge condivisa trasversalmente da 218 parlamentari, presentata a Montecitorio dall’Intergruppo che negli ultimi mesi ha lavorato cercando di compendiare le diverse proposte sul tavolo. Si va da quella di Pippo Civati a quella di Roberto Giachetti, passando per la proposta Ferraresi del Movimento Cinque Stelle.


Per spiegare nei dettagli di cosa si tratta è stato creato dall’intergruppo parlamentare anche un sito web: www.cannabislegale.org/
La proposta per slides:









Per ulteriori approfondimenti sulla proposta:  www.cannabislegale.org/proposta-di-legge/
Per onestà intellettuale, devo ammettere di non essere mai stata né una consumatrice né una paladina della legalizzazione della cannabis tout court, a me solo l'odore fa girare la testa e venire la nausea..! 

Tuttavia pare che i tempi siano ormai maturi per occuparsi di questo tema e stabilire dei punti fermi, ad esempio per quanto riguarda la cannabis a scopo terapeutico.
 Diversi studi clinici hanno accertato che la cannabis sia utile per particolari tipi di malattie,  come ad esempio alcuni tipi di tumore, ovviamente sotto stretto controllo e prescrizione medica.

Negli Stati Uniti la legalizzazione della cannabis ad uso terapeutico tocca la stragrande maggioranza degli stati.



Dare sollievo ai nostri malati non è un obiettivo meritevole di  essere perseguito,  anche attraverso l'uso della cannabis se occorre? 
Mentre è necessario continuare a combattere con fermezza il consumo delle droghe pesanti, ancor più alla luce degli ultimi fatti di cronaca, in cui un sedicenne è deceduto a seguito dell’assunzione di ecstasy in un ben noto locale della movida romagnola, a cui è seguita la sanzione della chiusura dello stesso per quattro mesi. 

Viene da pensare che la temporanea chiusura della discoteca sia solo un palliativo per lenire le coscienze. Occorre farsi carico del problema droghe e giovani, con serietà, non semplicemente una tantum, quando si verificano i decessi, partendo da un dato incontestabile:  il proibizionismo assoluto finora non ha sortito grandi effetti dissuasori, tutt'altro.


Distinguere tra droghe leggere e pesanti per concentrare gli sforzi di lenire quella che è da anni una piaga sociale con gravi ripercussioni sulle famiglie e con un alto costo sociale causato dalla presa in carico dei soggetti tossicodipendenti da parte dello Stato, potrebbe essere una strada da vagliare seriamente. 

Senza ipocrisia e paternalismo dobbiamo ammettere che il consumo smodato di sostanze stupefacenti, di alcol, come altri preoccupanti fenomeni giovanili, dipendano in larga parte dal declino del ruolo educativo della famiglia




La questione è come mettere un freno a questa piaga che ha rilevanti ripercussioni sociali in modo efficace.
Colpire con pesanti sanzioni pecuniarie salate chi viene trovato in possesso di droghe pesanti, se minorenni, quindi a carico della famiglia, potrebbe porre un freno adeguato al laissez-faire di molti genitori, più generatori biologici, che educatori?

Dove non arriva l'educazione potrebbe arrivare lo spauracchio di dover pagare la sanzione, in quanto è risaputo che all'orecchio di chi non sente ragioni di etica e principi, giunge tuttavia perfettamente il messaggio, nel caso si tocchi il portafoglio...
In tal caso il genitore avrebbe forse la giusta motivazione per "educare la prole alla droga".