Avia Pervia

Avia Pervia
"Great minds discuss ideas. Average minds discuss events. Small minds discuss people" Eleanor Roosevelt

mercoledì 11 febbraio 2015

Cinquanta sfumature di grigio nelle sale dal 12 febbraio





Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey) è un romanzo scritto nel 2011 dalla scrittrice inglese E. L. James (pseudonimo di Erika Leonard). Si tratta del primo di una trilogia di romanzi che prosegue con Cinquanta sfumature di nero (Fifty Shades Darker) e Cinquanta sfumature di rosso (Fifty Shades Freed).

Il romanzo, caratterizzato dalla descrizione di scene di esplicito erotismo e da elementi di pratiche sessuali BDSM, ha in breve tempo raggiunto una vasta popolarità e un grande successo di vendite in Russia, negli Stati Uniti e in Europa. L'intera serie ha venduto oltre 100 milioni di copie in tutto il mondo e i diritti sono stati venduti in 37 paesi.
Il 2 settembre 2013 l'autrice E.L. James annuncia sul suo profilo Twitter di aver scelto Charlie Hunnam e Dakota Johnson per interpretare i due protagonisti Christian Grey e Anastasia Steele nella versione cinematografica di Cinquanta Sfumature di Grigio.


Il 24 ottobre 2013 viene annunciato che Jamie Dornan interpreterà Christian Grey nella trasposizione cinematografica del libro, sostituendo Charlie Hunnam ritiratosi qualche giorno prima. La data di debutto del film nelle sale italiane sarà il 12 febbraio del 2015.

Il trailer ufficiale del trailer:



Anastasia Steele è una studentessa universitaria di 21 anni iscritta alla Washington State University di Vancouver, stato di Washington (USA).
 Anastasia è vicina alla laurea in Letteratura Inglese, quando la sua amica e coinquilina Kate, direttrice del giornale universitario, le chiede di sostituirla per un'intervista a Christian Grey, amministratore delegato della Grey Enterprises Holdings Inc. Anastasia accetta riluttante, nonostante debba studiare per gli imminenti esami.

Senza alcuna informazione sulla persona da intervistare, arriva alla Grey Enterprises, dove nota un ambiente ricercato ed elegante, in cui le dipendenti sono tutte donne bionde di bella presenza.
Entrando nell'ufficio di Grey, inciampa sulla porta di ingresso, e cade: è aiutata a rialzarsi da un giovane uomo, elegante ed affascinante, con gli occhi di un grigio luminoso, di nome Christian Grey.
Anastasia, catturata dal misterioso Mr Grey, conduce un'intervista che non si limita alle sole domande richieste dall'amica, incuriosendo così Christian, colpito dalla sua bellezza diafana.

I due cominciano a incontrarsi, ma Anastasia si rende conto che Christian è un uomo oscuro, il cui apparente splendore nasconde una persona piena di segreti.
Ad Anastasia viene proposto un contratto, in cui sono elencate le "regole" da seguire durante la relazione con Christian: il loro rapporto dovrà essere impostato in relazione al rispettivo ruolo, di Dominatore e Sottomessa.

Christian è abituato a non avere nessun tipo di relazione affettiva con una donna, il contatto è limitato alla sola vita sessuale, in cui lui impartisce ordini e la donna deve compiacerlo o verrà punita.
I comandi variano dal tipo di vita da seguire durante la giornata, agli atteggiamenti da avere durante i momenti di intimità: il bello e affascinante Christian si rivela essere un uomo sadico e masochista, dalle tendenze sessuali fuori dalla norma.
A differenza di tutte le donne con cui è stato, per Mr Grey, Anastasia è una donna difficile da gestire, ma soprattutto da interpretare. Affascinata, come mai le era capitato in precedenza, da Christian, invece di rifiutare la proposta, si butta a capofitto in questa relazione, pensando di riuscire a trovare un modo di gestirla.
Invece viene travolta da una realtà di erotismo e di pratiche BDSM mai immaginate prima, in cui dolore e piacere si uniscono in un connubio inscindibile.

Questo crescendo di emozioni porta Anastasia ad innamorarsi perdutamente di Christian e a volerlo aiutare ad affrontare le proprie paure, in quanto il suo modo di vivere, nasce da pesanti traumi infantili: è stato adottato, all'età di quattro anni, da una famiglia benestante insieme ad altri due bambini e pur apparendo come un uomo perfetto ed ambizioso, dentro di sé serba il ricordo di essere stato un bambino abbandonato, maltrattato, figlio di una tossicodipendente incapace di badare alle esigenze del figlio. Anche per questo motivo Anastasia decide di continuare la relazione nonostante la strada da percorrere sia dolorosa e difficile.
Pensando di avvicinarsi di più all'uomo e cercando di capire il motivo per cui in alcune circostanze lui non è capace di accettare nessun tipo di contatto fisico, Anastasia chiede a Christian di conoscere qual è il limite massimo che può raggiungere il suo sadismo. Anastasia non si rende conto della pericolosità della richiesta e vive un'esperienza che le fa capire di essere innamorata di un uomo malato, i cui problemi psicologici non possono essere superati facilmente.

Il libro Cinquanta sfumature di grigio è il primo volume della saga della scrittrice E.L. James. Si tratta di un'opera che ha acceso l'interesse di tante lettrici in merito a pratiche sessuali estreme prima misconosciute al grande pubblico, come il bondage, il masochismo e il sadismo.
Ripercorre con intensità crescente le emozioni dell'innamoramento della protagonista e la sindrome della "crocerossina" che si innesta nelle donne quando perdono la testa per uomini problematici.

Questa prima opera si sofferma sulle sensazioni di Anastasia, in cui tutto viene visto attraverso gli occhi della protagonista, la dolce e ingenua ragazza che si scopre donna disinibita e coraggiosa nello scegliere il cuore invece della testa: un romanzo rosa a tinte dark-sadomaso, o meglio a "fifty shades of grey".

domenica 8 febbraio 2015

Eurodeputate in UE



Quante Eurodeputate donne ci sono nel Parlamento Europeo del tuo paese?

Guardiamo l'infografica e confrontiamo il nostro paese con gli altri stati membri per scoprire quale rappresentanza femminile abbia realmente il Parlamento europeo.  

Al primo posto troviamo Malta, paese europeo con il maggior numero di donne nel Parlamento Europeo in percentuale.


 L'Italia si piazza a metà classifica, più o meno in linea con Gran Bretagna e Francia.
Una cosa è certa: il Parlamento Europeo è molto più rosa del nostro Parlamento nazionale!

sabato 7 febbraio 2015

Fisco: quante tasse paghiamo? I Lombardi sono i più tartassati





Sono i lombardi i contribuenti più tartassati d'Italia. Lo rileva l'Ufficio studi della Cgia che ha messo a confronto il gettito fiscale versato dai lavoratori dipendenti, dagli autonomi, dai pensionati e dalle imprese di tutte le regioni d'Italia. 


A svettare in questa particolare classifica è appunto la Lombardia: ogni residente di questa regione corrisponde all'erario e ai vari livelli di governo locali mediamente 11.386 euroChiudono la classifica i campani, con 6.041 euro pro-capite, i calabresi, con 5.918 euro, infine, i siciliani, con 5.598 euroA livello di macro aree, primeggia il Nordovest (10.828 euro), seguito dal Centro (9.868 euro) e dal Nordest (9.819 euro); chiude, molto staccato, il Sud, con 6.137 euro pro capite. "Questi dati - sottolinea Giuseppe Bortolussi della Cgia di Mestre - dimostrano come ci sia una corrispondenza tendenzialmente lineare tra il gettito fiscale, il livello di reddito e, in linea di massima, anche la qualità/quantità dei servizi offerti in un determinato territorio. Dove il reddito è più alto, il gettito fiscale versato dai contribuenti è maggiore e, in linea di massima, gli standard dei servizi erogati sono più elevati. Essendo basato sul criterio della progressività, è ovvio che il nostro sistema tributario pesa di più nelle regioni dove la concentrazione della ricchezza è maggiore".

Per quanto riguarda la distribuzione del gettito fiscale tra i vari livelli di governo, la Cgia rileva che, su un totale nazionale di 8.824 euro pro-capite di entrate tributarie registrate nel 2012, ben 7.124 euro finiscono nelle casse dello Stato (80,7%); 902 euro sono destinati alle Regioni (10,2%) e solo 798 euro (9%) confluiscono nelle casse degli Enti locali (Comuni, Province e Comunità montane). 

Da un punto di vista metodologico, i tributi analizzati in questo studio sono riferiti al valore aggiunto generato nelle singole Regioni. La Cgia, infine, ricorda che per l'anno in corso la pressione fiscale è destinata ad attestarsi al 43,2%: 0,1 punti in meno rispetto al dato toccato nel 2014, mentre nel 2016 dovrebbe salire al 43,7 %. Tale aumento sarebbe il risultato di una diminuzione di 0,6 punti di Pil dei contributi sociali, più che controbilanciata dall'incremento di quasi un punto della pressione tributariaQuello che salta agli occhi in modo immediato da questo studio è la sproporzione tra la percentuale di tasse devolute allo Stato e quella agli enti locali. 

Si parla tanto di abolizione delle Province, ma come i Comuni anche a queste e alle Regioni, non restano che le briciole, in quanto il grosso della "torta" viene dato allo Stato.Rimane da augurarsi che si possa metter mano al più presto a questa evidente sproporzione, per dar maggior respiro e margine di manovra agli enti più vicini ai cittadini, i quali a questi devono rispondere e rispondono nel modo più diretto, per la gestione dei servizi locali, ovvero al momento di scadenza del mandato elettorale.

http://www.repubblica.it/economia/2015/02/07/news/fisco_sono_i_lombardi_i_pi_tartassati_campani_in_coda-106725656/

Seguono i residenti del Lazio, con 10.763 euro e quelli emiliano-romagnoli, con 10.490 euro. Appena fuori dal podio troviamo i residenti nel Trentino Alto Adige, con 10.333 euro pro-capite e quelli della Liguria, con 10.324 euro pro-capite. La media nazionale si attesta sugli 8.824 euro per abitante. 
Quest'ultimo è in gran parte dovuto alle imposte indirette, per effetto, in particolare, dell'aumento dell'aliquota Iva dal 2016 e delle clausole di salvaguardia sulle accise, misure introdotte con la legge di Stabilità 2015.

venerdì 6 febbraio 2015

Daniela Dondi prima Avvocata Presidente dell'Ordine degli Avvocati a Modena






Al vertice del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Modena e Provincia finalmente è stata nominata una avvocata.
Si tratta della prima donna a ricoprire questo ruolo. Non era mai successo in passato ed è importante sottolinearlo: si tratta dell'Avv. Daniela Dondi.


Va a ricoprire un ruolo prestigioso e molto impegnativo.

Siamo sicuri che saprà garantire ai cittadini della nostra città e della nostra provincia il migliore esercizio del diritto di difesa e di equa risoluzione delle controversie, assicurato dalla Costituzione e garantito da parte dei colleghi consapevoli dell'importante funzione civile e sociale della tutela dei diritti.
Già si era fatta apprezzare in questi anni da chi ha avuto modo di frequentare il Tribunale di Modena e riteniamo sia una nomina più che meritata.


È stata eletta con un ampio consenso tra i 1900 avvocati professionisti iscritti all'albo della nostra provincia e prenderà la carica che fino ad oggi era stata di Uber Trevisi, eletto per due mandati consecutivi.

Civilista, 53 anni, modenese “dop” (la sua famiglia è proprietaria dello storico bar Dondi di via Vignolese), la Dondi oggi si trova ad affrontare l'ultimo grande sforzo per la trasformazione della professione dalla carta al digitale e per l'applicazione del nuovo modello telematico.


«Lascio la presidenza all'insegna del rinnovamento - spiega Trevisi - 6 consiglieri su 15 sono nuovi, molti hanno un età relativamente bassa. Il più giovane oggi è Juri Rudi, 42 anni. 

Torno a fare l'avvocato a tempo pieno - continua Trevisi - anche perché il nuovo ordinamento professionale non permette più la mia ricandidatura. E lascio il mio posto volentieri a Daniela Dondi, che è stata nostra segretario».


Trevisi ha affrontato un mandato difficile per l'avvocatura locale e nazionale: numerosi procedimenti disciplinari da affrontare, la nuova legge professionale, la mediazione, la questione degli “abogados” e l'arbitrato... «Credo di lasciare l'ordine in buono stato. Daniela Dondi sa cosa l'aspetta».

La Dondi è arrivata al vertice dell'ordine un passo alla volta. «Penso di aver fatto tutta la gavetta, sono stata anche tesoriere e segretario. Penso di conoscere bene il meccanismo di funzionamento del nostro Ordine. E, sottolineo, sono qui non per “quote rosa”, anche se ora le donne sono più del 50% degli iscritti». Ora la Presidentessa Dondi dovrà affrontare le questioni più urgenti come la legge professionale, la formazione e la specializzazione e soprattutto l'informatizzazione.


Ecco le nuove cariche al termine dell'elezione.

Presidente: Daniela Dondi, vice presidente Giorgio Gozzoli, segretario Andrea De Rienzo, tesoriere Eros Fontanesi.


Ed ecco l'elenco completo degli avvocati nuovi consiglieri:

Alberto Balestri, Lucia Bocchi, Verena Corradini, Andrea De Rienzo, Daniela Dondi, Eros Fontanesi, Daniela Goldoni, Giorgio Gozzoli, Matilde Palmieri, Paola Panini, Paolo Pezzali, Ferdinando Previdi, Juri Rudi, Luca Scaglione, Francesco Seidenari.



Un grande ringraziamento va all'avvocato Uber Trevisi, suo predecessore, che ha guidato il Consiglio con passione, competenza, equilibrio ed intelligenza in questi anni.



Un augurio di Buon lavoro al nuovo Presidente Avv. Daniela Dondi!

#BigSnow


Oggi a Modena la Grande Nevicata c.d. Big Snow ha bloccato tutti a casa.


Nonostante le previsioni meteo la viabilità è fortemente compromessa.

Fino a 40 cm di neve nelle strade in cui spazzaneve e mezzi spargisale non sono passati.
Dicono che si diventa adulti quando davanti a una copiosa nevicata la gioia del bimbo diventato adulto diventa insofferenza.


Oggi posso dire che una parte di me è irrimediabilmente diventata adulta, mentre vedevo mio padre spezzarsi la schiena spalando il vialetto per fare la rotta.



Con i numeri dedicati a cui rivolgersi con la segreteria telefonica o non raggiungibili!



Detesto la neve, soprattutto nei giorni feriali.

giovedì 5 febbraio 2015

Sergio Mattarella's Speech as President of the Italian Republic



Listening to the inaugural address of our new President of the Republic a first comment comes naturally to write: he did not forget anybody.
Starting with the ritual of thanks to the High institutional offices conducted a linear discourse, devoid of all rhetoric and manner directed not only to parliamentarians but at the heart of the country and of Italian citizens.
Addressed a "thought deferential" to its predecessor Carlo Azeglio Ciampi and Giorgio Napolitano, the first absent for health reasons, the second in the courtroom and visibly moved, albeit in complete composure and dignity.
"They have played their role with commitment and dedication specimens. They deserve the affectionate gratitude of Italians. To President Napolitano that in a difficult time has accepted the burden of a second term thanks particularly intense ".
Pays tribute to the Constitutional Court, a body of high guarantee to protect our fundamental charter; the Council of the Judiciary, the garrison of independence and all the magistrates.
"I feel fully the responsibility of the task that was entrusted to me: the responsibility to represent the national unity first, unity that binds inextricably our territories from the north to the south, but also to represent the unit comprising all of the expectations and aspirations of our fellow citizens.
This unit is likely to be difficult, fragile, far away. The commitment of all must be addressed to overcome the difficulties of the Italian and realize their hopes. The long crisis which lasted beyond all limits, has inflicted wounds to the social fabric of our country and put a strain on the estate of his production system.
Increased injustices, has generated new forms of poverty, has produced marginalization and loneliness.
Anxieties lurk in many families for the difficulties that steal the future of girls and boys.
The work is lacking for many young people, especially in the South, the loss of employment, exclusion, the difficulties encountered in securing rights and basic social services: these are the points on the agenda demanding cu will be measured the proximity of the institutions to the people.
We have to avoid the risk that the economic crisis would affect compliance with the principles and values that underpin the social pact enshrined in the Constitution.
To overcome the crisis that sapped seriously the national economy and the European is powered reversal of the economic cycle has long awaited.
It is essential that the financial consolidation is accompanied by a robust growth initiative to articulate first in Europe.
During the six-month presidency of the European Union has just ended, the government to which I extend a greeting and best wishes, has appropriately followed this strategy. There is now a need to confirm the constitutional pact that keeps the country united and that recognizes all citizens the fundamental rights and equal social status.
That pact commits the Republic to remove obstacles that limit the freedom and equality. The urgent need for institutional reforms, economic and social derives from the duty to respond effectively to our community, appropriate responses to the challenges we face. Exist in our country that energy just waiting to find a way to express itself.
I think young people who cultivate their talents and they would like to see the merit;
I think of the small, medium and large that among major difficulties found the courage to continue to innovate and compete in the international market;
I think the public administration that has expertise in value but which must decline the constitutional principles of adapting to the possibilities offered by new technologies and to the sensitivity of the citizens, who demand participation, transparency, ease of compliance, consistency in decisions.
No need for general exhortations to look to the future, but rather the tenacious determination of all the resources of the Italian company. Speaking of national unity then it means to give back to the country a horizon of hope: because this hope does not remain abstract evocation. You need to rebuild the bonds that hold society together. In this action are called all the living forces of our community, at home and abroad.
To their compatriots in the world goes my affectionate greeting. A thought of friendship turn to the numerous foreign communities in our country.
The road to a united country is the one that indicates our Constitution when he emphasizes the role of social formations, a corollary of full participation in public life.
The crisis of representation made it weak and ineffective the traditional instruments of participation while the company emerge forcefully two modes of expression that have already produced noticeable results in the policy and its subjects. This same parliament has elements of novelty and change; the highest percentage of women and many young parliamentarians. It is a valuable result that too many times policy ends up obscuring behind controversies and conflicts.
The young parliamentarians bring in these classrooms the hopes and expectations of their peers. They also represent the critical skills and even indignation the desire to change.
They specifically ask you to make a positive contribution to our being truly national unity, never forgetting the essence of the parliamentary mandate: the idea that in these classrooms are not the expression of a segment of society or of special interests, but has representatives of the entire Italian people and all together in the service of the country.
All are called to assume full responsibility for this: primary condition for recall Italians institutions is to understand the policy as a service to the common good, the assets of one and all.
You must reconnect to those institutions so many of our fellow citizens that feel distant and alien. Democracy is not a definitive conquest but goes  continuously identifying the most appropriate formulas to the changing times.
It is significant that my oath took place while he is about to take a broad and thorough reform of the second part of the Constitution. Without going into the merits of the individual solutions that compete Parliament in its sovereignty, would like to express the hope that this process is accomplished with the goal of making more adequate our Democracy. Namely reforming the constitution to strengthen the democratic process.
There is also the need to overcome the logic of constant derogation to ordinary forms of the legislative process by raising the need for the government with respect procedural guarantees proper parliamentary dialectic.
As has been repeatedly stressed by President Napolitano our priority is the adoption of a new electoral law, a subject on which Parliament is engaged.
In common parlance it is customary to translate the role of the Head of State that is the role of an arbitrator, the guarantor of the Constitution: it is an effective image, the referee is responsible for the timely implementation of the rules. The referee must be and will be impartial. "
These words open a standing ovation in all respects, with one long, thunderous applause of the parliamentarians present.
Then resumes: "Players help him with their correctness. The President of the Republic is the guarantor of the Constitution. The strongest guarantee of the Constitution is, however, in its application, in live it day by day.
Ensuring the Constitution means ensuring the right to education of our children, the right to study in a modern school in safe environments: means to guarantee their right to the future. It means recognizing and implementing the right to work. It means promoting the widespread culture and the pursuit of excellence, also using new technologies and overcoming the digital divide. It means loving our environmental and artistic treasures. Is to repudiate the war and promote peace. It means ensuring the rights of the sick. It means that each contributes with loyalty to the costs of the national community.
It means that you can get justice quickly. It means to make sure that women should not be afraid of violence and discrimination. It means to remove all barriers that limits the needs of people with disabilities. It means supporting the family, the resource of the company. Means ensuring the autonomy and diversity of information, the garrison of Democracy. It means remembering the resistance and sacrifice of many that seventy years ago freed Italy from Nazi-fascism. It means freedom, freedom of the development of civil rights, the social sphere as the economic one, the personal and affective.
Ensuring the Constitution means spreading a strong sense of Legality.
The fight against the Mafia and Corruption are top priorities.
Corruption has reached an unacceptable level: devours resources that could be aimed at citizens; prevents the correct explanation of the rules of the market. Encourages cliques and penalizes the honest and capable.
The current Pope Francis, whom I thank for the message of greetings that has sent me, Francis has used harsh words against corrupt: men of good manners but of bad habits.
It is alarming spread of the mafias, old and new also in geographical areas historically immune: a pervasive cancer that destroys hopes, imposes yokes and oppression, trampling rights.
We must encourage the action determined the Judiciary and the Police who often risk their lives and fight for combating organized crime.
In the fight to the Mafia we had many heroes: I think among others to Giovanni Falcone and Paolo Borsellino.
To defeat the Mafia must be a multitude of honest, competent, and a tenacious political leadership and administrative able to do their duty.
Other risks threaten our coexistence: the International terrorism has launched his challenge bloody, sowing death and tragedies in the world and making innocent victims.
We are horrified by the barbaric beheadings of hostages, war and bloodshed in the Middle East and Africa, to the tragic events in Paris.
Our country has paid several times in the recent past the price of hatred and intolerance. I want to remember one name: Stefano Taché. Stefano Taché was killed in the cowardly attack on the synagogue in 1982 in Rome. He was only two years was our child, an Italian child.
The practice of violence in the name of religion seemed a closed chapter of our history, long time. It should be condemned and fought those who use our own I think, violating the fundamental right to religious freedom.
Terrorism in order to consider the clash of religions and civilizations would, I believe, a serious mistake: the threat is much deeper and wider. The attack on the foundations of freedom, democracy, tolerance and coexistence.
For global threats need global responses. A phenomenon so severe you cannot fight locking themselves in the fort of national states. The preachers of hate and those that I consider assassins, using the Internet and the media more sophisticated beyond their nature in a territorial dimension.
The international community must deploy all its resources. In greeting the diplomatic corps accredited to the Republic, I express the hope of intense collaboration in this direction.
The fight against terrorism must be done with firmness, intelligence, capacity for discernment: a challenging fight that cannot ignore the security. The State must ensure the right of citizens to a peaceful life and freedom from fear.
The feeling of Hope marked the post-war Europe and the Fall of the Berlin Wall: the hope of freedom to recovery after the war, hoping to claim the roles of Democracy after 1989.
In the new Europe Italy has found the assertion of its sovereignty: a safe haven, but also a place from which to start to overcome global challenges. The EU is now once again a perspective of hope and true political union to be relaunched without delay. The affirmation of the rights of citizenship represents the consolidation of the European space of Freedom, Security and Justice.
The wars, bombings, political persecution, ethnic and religious, misery and famine generate large masses of refugees: millions of individuals and families fleeing from their homes seeking salvation and their future rights and democracy in Europe. And 'this humanitarian emergency severe and painful that must see Europe, the EU is more attentive, committed and supportive.
Italy has done and is doing his part well and we are grateful to all our operators at various levels to the generous commitment with which to confront this dramatic exodus.
Internationally, the meritorious and necessary action to maintain the Peace which involves our military in many missions must be consolidated with an action of political reconstruction, economic, social and cultural development without which every effort is bound to vanish.
Armed Forces increasingly essential element of our foreign policy and effective security extend a sincere thank you to remember those who have lost their lives in the performance of their duty. We must continue to deploy the maximum effort to ensure that the delicate matter of our Fusiliers Marina whose names we know well, (...) we hope that this matter can find a successful conclusion as soon as possible, with their eventual return to their homeland. I wish to remember to civilians, often engaged in risky areas in the valuable work of cooperation in developing areas.
The three Italian Father Dall'Oglio, John The Short and Renzo Scaramigli, of which there is no news of their fate lands in difficult and tormented them and their families must be solidarity and closeness of the Italian people, together with the 'hope to soon return to their homes.
The President concludes with a heartfelt appeal to those present: "Honourable Members, Distinguished Delegates:
for our people face the Republic is what comes up in life everyday Hospital, City Hall, the School, the Court, the Museum ...
  I hope that in public offices and institutions can approach with confidence the faces of the Italians: the face carefree children, what curious boys, the worried faces of the elderly living alone and in difficulty, the face of the suffering, the sick and their families who carry on their shoulders heavy loads, the face of the young people seeking work, and that of those who work it has lost; the face of those who had to close the company because of the economic situation and that of those who continue to invest despite the crisis; the face of those who give generously of their time for others, the face of those who do not surrender to the oppression of those who fight against Injustices and to those seeking a way of redemption.
These are stories of women and men, young and elderly, with different political beliefs, cultural, religious. These faces and these stories tell of a people who always want more free, safe and supportive: a people who really feel the community and who walks with a new hope towards a future of serenity and peace. "
Long live the Republic, Long live Italy!

After a speech of such thickness and stature, what's left to say?
Perhaps the fact that I'm not really sure that we deserve even a president like this: However, we had a desperate need, more than ever.
Hope is the only light that can guide us in the shadows of this and hold fast to face a very uncertain future.
Thank you very much Mr President, for accepting such a responsibility on the shoulders at a time like this. Hopefully enlightened by your words the other establishment figures you can inspire the values mentioned in this inaugural address, to finally become the country that we should be in place in the country torn apart and proved that we are now.
Long live the Republic of Italians: honest, workers and tenacious. As you, like us.

martedì 3 febbraio 2015

Il discorso del Re, no del Presidente della Repubblica






Ascoltando il discorso di insediamento del nostro nuovo Presidente della Repubblica un primo commento mi viene spontaneo da scrivere: non ha dimenticato proprio nessuno.
A cominciare dai ringraziamenti di rito alle Alte cariche istituzionali ha condotto un discorso lineare, privo d’ogni retorica di maniera e diretto non solo ai Parlamentari ma al cuore del Paese e dei cittadini italiani.
Ha rivolto un “pensiero deferente” ai suoi predecessori Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, il primo assente per motivi di salute, il secondo presente in aula e visibilmente emozionato, seppur nella massima compostezza e dignità.

Essi hanno svolto la loro funzione con impegno e dedizione esemplari. A loro va l’affettuosa riconoscenza degli italiani. Al Presidente Napolitano che in un momento difficile ha accettato l’onere di un secondo mandato un ringraziamento particolarmente intenso”.
Rende omaggio alla Corte Costituzionale, organo di alta garanzia a tutela della nostra carta fondamentale; al Consiglio Superiore della Magistratura, presidio di indipendenza e a tutte le magistrature.

Avverto pienamente la responsabilità del compito che mi è stato affidato: la responsabilità di rappresentare l’Unità nazionale innanzitutto, unità che lega indissolubilmente i nostri territori dal nord al mezzogiorno ma anche di rappresentare l’unità costituita dall’insieme delle attese e delle aspirazioni dei nostri concittadini.
Questa unità rischia di essere difficile, fragile, lontana. L’impegno di tutti dev’essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze. La lunga crisi, prolungatasi oltre ogni limite, ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo.
Ha aumentato le ingiustizie, ha generato nuove povertà, ha prodotto emarginazione e solitudine.
Le angosce si annidano in tante famiglie per le difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi.
Il lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel mezzogiorno, la perdita di occupazione, l’esclusione, le difficoltà che si incontrano nel garantire diritti e servizi sociali fondamentali: sono questi i punti dell’agenda esigente su cu sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo.
Dobbiamo saper scongiurare il rischio che la crisi economica intacchi il rispetto di principi e valori su cui si fonda il patto sociale sancito dalla Costituzione.
Per uscire dalla crisi che fiaccato in modo grave l’economia nazionale e quella europea va alimentata l’inversione del ciclo economico da lungo tempo atteso.
È indispensabile che al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita da articolare innanzitutto a livello europeo. 
Nel corso del semestre di Presidenza dell’Unione Europea appena conclusosi, il Governo a cui rivolgo un saluto e un augurio di buon lavoro, ha opportunamente seguito questa strategia. Sussiste oggi l’esigenza di confermare il patto costituzionale che mantiene unito il Paese e che riconosce a tutti i cittadini i diritti fondamentali e pari dignità sociale.

Quel patto impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza. L’urgenza di riforme istituzionali, economiche e sociali deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla nostra comunità, risposte adeguate alle sfide che abbiamo di fronte. Esistono nel nostro Paese energie che attendono soltanto di trovar modo di esprimersi compiutamente.
Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito;
Penso alle imprese piccole, medie e grandi che tra difficoltà rilevanti trovano il coraggio di continuare a innovare e a competere sul mercato internazionale;
Penso alla Pubblica Amministrazione che possiede competenze di valore ma che deve declinare i principi costituzionali adeguandosi alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e alle sensibilità dei cittadini, che chiedono partecipazione, trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni.

Non servono generiche esortazioni a guardare al futuro, ma piuttosto la tenace determinazione di tutte le risorse della società italiana. Parlare di unità nazionale allora significa ridare al Paese un orizzonte di speranza: perché questa speranza non rimanga un’evocazione astratta. Occorre ricostruire quei legami che tengono insieme la società. A questa azione sono chiamate tutte le forze vive della nostra comunità, in patria come all’estero.
Ai connazionali nel mondo va il mio saluto affettuoso. Un pensiero di amicizia rivolgo alle numerose comunità straniere presenti nel nostro paese.
La strada maestra di un Paese unito è quella che indica la nostra Costituzione quando sottolinea il ruolo delle formazioni sociali, corollario di una piena partecipazione alla vita pubblica.

La crisi della rappresentanza ha reso deboli e inefficaci gli strumenti tradizionali della partecipazione mentre dalla società emergono con forza due modalità di espressione che hanno già prodotto risultati avvertibili nella politica e nei suoi soggetti. Questo stesso parlamento presenta elementi di novità e di cambiamento; la più alta percentuale di donne e tanti giovani parlamentari. Si tratta di un risultato prezioso che troppe volte la politica finisce per oscurare dietro polemiche e conflitti.

I giovani parlamentari portano in queste aule le speranze e le attese dei propri coetanei. Rappresentano inoltre con la capacità critica e persino di indignazione la voglia di cambiare.
A loro in particolare chiedo di dare un contributo positivo al nostro essere davvero Unità Nazionale, non dimenticando mai l’essenza del mandato parlamentare: l’idea cioè che in queste aule non si è espressione di un segmento della società o di interessi particolari, ma si è rappresentanti dell’intero popolo italiano e tutti insieme al servizio del Paese.

Tutti sono chiamati ad assumere per intero questa responsabilità: condizione primaria per riaccostare gli italiani alle istituzioni è intendere la Politica come servizio al bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti.
È necessario ricollegare alle istituzioni quei tanti nostri concittadini che le avvertono lontane ed estranee. La Democrazia non è una conquista definitiva ma va inverata continuamente individuando le formule più adeguate al mutamento dei tempi.
È significativo che il mio giuramento sia avvenuto mentre sta per compiersi di un’ampia e incisiva riforma della seconda parte della Costituzione. Senza entrare nel merito delle singole soluzioni che competono il Parlamento nella sua sovranità, desidero esprimere l’auspicio che questo percorso sia portato a compimento con l’obiettivo di rendere più adeguata la nostra Democrazia. Riformare cioè la Costituzione per rafforzare il processo democratico.
Vi è anche la necessità di superare la logica della deroga costante alle forme ordinarie del processo legislativo rilanciando l’esigenza di governo con il rispetto delle garanzie procedurali in una corretta dialettica parlamentare.

Come è stato più volte sottolineato dal Presidente Napolitano la nostra priorità è costituita dall’approvazione di una nuova legge elettorale, tema sul quale è impegnato il Parlamento.
Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il ruolo del Capo dello Stato che è il ruolo di un arbitro, di garante della Costituzione: è un’immagine efficace,  all’arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L’arbitro dev’essere e sarà imparziale”.

A queste parole si apre una standing ovation a tutti gli effetti, accompagnata da un lungo, scrosciante applauso dei parlamentari presenti.

Dopodichè riprende: “I giocatori lo aiutino con la loro correttezza. Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione. La garanzia più forte della Costituzione consiste peraltro nella sua applicazione, nel viverla, giorno per giorno.

Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi, diritto allo studio in una scuola moderna in ambienti sicuri: significa garantire il loro diritto al futuro. Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro. Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale. Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici. Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace. Significa garantire i diritti dei malati. Significa che ciascuno concorra con lealtà alle spese della comunità nazionale.

Significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi. Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni. Significa rimuovere ogni barriera che limiti i bisogni delle persone con disabilità. Significa sostenere la famiglia, risorsa della società. Significa garantire l’autonomia e il pluralismo dell’informazione, presidio di Democrazia. Significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settant’anni fa liberarono l’Italia dal Nazifascismo. Significa libertà, libertà dello sviluppo dei diritti civili, della sfera sociale come quella economica, della sfera personale e affettiva.

Garantire la Costituzione significa diffondere un forte senso di Legalità.
La lotta alla Mafia e quella alla Corruzione sono priorità assolute.
La corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile: divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini; impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato. Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci.

L’attuale Pontefice Francesco, che ringrazio per il messaggio di auguri che ha voluto inviarmi,  Francesco ha usato parole severe contro i corrotti: uomini di buone maniere ma di cattive abitudini.

È allarmante la diffusione delle Mafie antiche e nuove anche in aree geografiche storicamente immuni: un cancro pervasivo che distrugge speranze, impone gioghi e sopraffazione, calpesta diritti.
Dobbiamo incoraggiare l’azione determinata della Magistratura e delle Forze dell’Ordine che spesso rischiano la vita e si battono per contrastare la criminalità organizzata.
Nella lotta alle Mafie abbiamo avuto molti eroi: penso tra gli altri a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Per sconfiggere la Mafia occorre una moltitudine di persone oneste, competenti, tenaci e una dirigenza politica e amministrativa capace di compiere il proprio dovere.

Altri rischi minacciano la nostra convivenza: il Terrorismo internazionale ha lanciato la sua sfida sanguinosa, seminando lutti e tragedie in ogni parte del mondo e facendo vittime innocenti.
Siamo inorriditi dalle barbare decapitazioni di ostaggi, dalle guerre e dagli eccidi in Medio oriente e in Africa, fino ai tragici fatti di Parigi.

Il nostro Paese ha pagato più volte in un passato non lontano il prezzo dell’odio e dell’intolleranza. Voglio ricordare un solo nome: Stefano Taché. Stefano Taché è rimasto ucciso nel vile attentato alla Sinagoga nel 1982 a Roma. Aveva solo due anni Era un nostro bambino, un bambino italiano.
La pratica della violenza in nome della Religione sembrava un capitolo chiuso della nostra storia, da tempo. Va condannato e combattuto chi strumentalizza il proprio Credo, violando il diritto fondamentale alla Libertà religiosa.

Considerare il Terrorismo nell’ottica di scontro tra religioni e civiltà sarebbe, io credo, un grave errore: la minaccia è molto più profonda e più vasta. L’attacco è ai fondamenti di libertà, di democrazia, di tolleranza, di convivenza.
Per minacce globali servono risposte globali. Un fenomeno così grave non si può combattere rinchiudendosi nel fortino degli Stati nazionali. I predicatori di odio e coloro che reputo assassini, utilizzano Internet e i mezzi di comunicazione più sofisticati che sfuggono per loro stessa natura a una dimensione territoriale.
La comunità internazionale deve mettere in campo tutte le sue risorse. Nel salutare il corpo diplomatico accreditato presso la Repubblica, esprimo l’auspicio di intensa collaborazione anche in questa direzione.

La lotta al Terrorismo va compiuto con fermezza, intelligenza, capacità di discernimento: una lotta impegnativa che non può prescindere dalla Sicurezza. Lo Stato deve assicurare il diritto dei cittadini a una vita serena e libera dalla paura.

Il sentimento della Speranza ha contrassegnato l’Europa del Dopoguerra e della Caduta del muro di Berlino: speranza di libertà di ripresa dopo la Guerra, speranza di affermazione dei ruoli di Democrazia dopo il 1989.
Nella nuova Europa l’Italia ha trovato l’affermazione della sua sovranità: un approdo sicuro, ma soprattutto un luogo da cui ripartire per vincere sfide globali. L’UE rappresenta oggi ancora una volta una prospettiva di speranza e di vera unione politica che va rilanciata senza indugio. L’affermazione dei diritti di cittadinanza rappresenta il consolidamento degli spazi europei di Libertà, Sicurezza e Giustizia.
Le guerre, gli attentati, le persecuzioni politiche, etniche e religiose, la miseria e le carestie generano ingenti masse di profughi: milioni di individui e famiglie in fuga dalle proprie case che cercano salvezza e futuro proprio nell’Europa nei diritti e nella democrazia. E’ questa un’emergenza umanitaria grave e dolorosa che deve vedere l’Europa, l’UE più attenta, impegnata e solidale.
L’Italia ha fatto e sta facendo bene la sua parte e siamo grati a tutti i nostri operatori ai vari livelli per l’impegno generoso con cui fronteggiano questo drammatico esodo.

A livello internazionale la meritoria e indispensabile azione di mantenimento della Pace che vede impegnati i nostri militari in tante missioni dev’essere consolidata con un’azione di ricostruzione politica, economica, sociale e culturale senza la quale ogni sforzo è destinato a vanificarsi.

Alle Forze Armate elemento sempre più essenziale ed efficace della nostra politica estera di sicurezza rivolgo un sincero ringraziamento ricordando quanti hanno perduto al loro vita nell’assolvimento del loro dovere. Occorre continuare a dispiegare il massimo impegno affinché  la delicata vicenda dei nostri Fucilieri di Marina i cui nomi ben conosciamo, (…) auspichiamo che questa vicenda trovi al più presto una conclusione positiva, con il loro definitivo ritorno in Patria. Desidero rivolgere un pensiero ai civili, impegnati in zone spesso rischiose nella preziosa opera di cooperazione in zone in via di sviluppo.
I tre italiani Padre Dall’Oglio, Giovanni Lo Corto e Renzo Scaramigli, di cui non si hanno notizie della loro sorte in terre difficili e martoriate a loro e ai loro familiari va la solidarietà e la vicinanza di tutto il popolo italiano, insieme all’augurio di far presto ritorno alle loro case.

Il Presidente conclude con un accorato appello ai presenti: “Onorevoli Parlamentari, Signori Delegati:
per la nostra gente il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni l’Ospedale, il Municipio, la Scuola, il Tribunale, il Museo…
 Mi auguro che negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano rivolgersi con fiducia i volti degli italiani: il volto spensierato dei bambini, quello curioso dei ragazzi, i volti preoccupati degli anziani soli e in difficoltà, il volto di chi soffre, dei malati e delle loro famiglie che portano sulle spalle carichi pesanti, il volto dei giovani che cercano lavoro e quello di chi il lavoro lo ha perduto; il volto di chi ha dovuto chiudere l’impresa a causa della congiuntura economica e quello di chi continua a investire nonostante la crisi; il volto di chi dona con generosità il proprio tempo per gli altri, il volto di chi non si arrende alla sopraffazione, di chi lotta contro le Ingiustizie e quello di chi cerca una via di riscatto.

Sono storie di donne e di uomini, di piccoli e di anziani, con differenti convinzioni politiche, culturali, religiose. Questi volti e queste storie raccontano di un popolo che vogliamo sempre più libero, sicuro e solidale: un popolo che si senta davvero comunità e che cammini con una speranza nuova verso un futuro di serenità e di pace”.

Viva la Repubblica, Viva l’Italia!

Dopo un discorso di tale spessore e levatura, cosa rimane da dire? 
Forse il fatto che non sono proprio certa che ci meritiamo ancora un Presidente come questo: tuttavia ne avevamo un bisogno più che mai disperato.
La Speranza è la sola luce che può guidarci nelle ombre del presente e tenerci saldi per affrontare un futuro quanto mai incerto.

Grazie di cuore Presidente, per aver accettato una simile responsabilità sulle spalle in un momento come questo. Speriamo che illuminati dalle Sue parole anche le altre figure istituzionali si possano ispirare ai valori richiamati in questo discorso di insediamento, per diventare finalmente il Paese che dovremmo essere al posto del Paese lacerato e provato che siamo ora.

Viva la Repubblica degli Italiani: onesti, lavoratori e tenaci. Come Lei, come noi.