Avia Pervia

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"Great minds discuss ideas. Average minds discuss events. Small minds discuss people" Eleanor Roosevelt

giovedì 20 novembre 2014

IVA al 4% anche per gli ebook: la promessa via tweet di Dario Franceschini




IVA al 4% anche per gli ebook, perché un libro è un libro qualunque sia il suo supporto o la sua forma. 

E se questa battaglia è in auge ormai da tempo, in queste ore sta vivendo il suo momento più importante: la pubblica dichiarazione su Twitter di Dario Franceschini, ministro della Cultura, spezza infatti una lancia nei confronti dell’iniziativa e ne concretizza gli intenti trasformando un hashtag in un emendamento.

Da Twitter al Palazzo, insomma, per mano del ministro: la battaglia lanciata dall’Associazione Italiana Editori ha trovato l’appoggio che mancava ed ora può guardare con maggior fiducia a quella che è sì una guerra di odore economico, ma che si fa forza anche di un saldo principio di equità. 

La disuguaglianza di trattamento tra libri cartacei e libri digitali, infatti, è un tappo alle possibilità dell’innovazione nel settore, svilendo gli investimenti degli editori e bloccando la crescita laddove invece cultura e impresa avrebbero bisogno di un incentivo.
 Poi il tweet che cambia tutto: «Ho appena presentato emendamento del Governo per portare IVA Ebook al 4% Una battaglia giusta». 

Immediato il plauso dell’AIE: l’associazione ha raggiunto l’obiettivo minimo di porre il problema all’attenzione della politica, ma ora dovrà perseverare nel proprio sforzo per raggiungere la concretizzazione definitiva del taglio sull’imposta sul valore aggiunto. Le dichiarazioni AIE giungono a firma del presidente Marco Polillo:
Apprendiamo che il Ministro Franceschini ha presentato un emendamento alla legge di stabilità per equiparare l’Iva degli ebook a quella dei libri cartacei. Desidero esprimere come Presidente dell’AIE e a nome di tutti gli editori, gli autori e i sostenitori della campagna #unlibroèunlibro i nostri più sentiti ringraziamenti al Ministro Franceschini, al Presidente Renzi e a tutto il Governo per aver accolto la forte istanza proveniente da tutto il mondo del libro e aver deciso di voltare pagina rispetto ad una discriminazione senza senso. Siamo molto fiduciosi che si possa arrivare a una rapida e condivisa approvazione dell’emendamento in considerazione dell’impegno profuso in queste fasi da parlamentari di maggioranza e di opposizione tra i quali gli on. Piccoli Nardelli, Causi, Palmieri, Giordano, Caparini e Librandi che nei giorni scorsi avevano già presentato emendamenti in tal senso. Anche a loro va tutta la nostra gratitudine.
La bontà della battaglia intrapresa è tutta nella parola “equiparazione”: l’AIE non sta chiedendo trattamenti speciali per gli ebook ma, piuttosto, una semplice equiparazione di fronte al fisco dei libri digitali rispetto a quelli cartacei. E il motivo è tutto nel nome dell’iniziativa: un libro è un libro, come dice l’hashtag, come dicono centinaia di utenti che ne hanno condivisi i principi e come dice ora anche il ministro della Cultura.
Già alla Fiera internazionale del libro di Francoforte, il ministro aveva detto: «Trovo giusto e condivido pienamente lo slogan dell’iniziativa». E giovedì aveva ribadito in una nota: «Un libro è un libro indipendentemente dal suo formato, solo un incomprensibile meccanismo burocratico può consentire un regime fiscale discriminatorio per gli ebook (Iva al 22% contro il 4% del libro cartaceo, ndr)».
Più in dettaglio, precisano dal Mibact, quello di Franceschini è un emendamento all’articolo 17 della legge di stabilità 2015 e «prevede, ai fini della imposta sul valore aggiunto, di considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice Isbn e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica». L’Iva sugli ebook – prosegue il Mibact – viene in questo modo «abbassata al 4% ed equiparata a quella prevista per i libri cartacei, superando così un regime fiscale discriminatorio sulla lettura».  Le risorse del mancato gettito, pari a 7,2 milioni di euro l’anno, saranno coperte dal fondo per interventi strutturali di politica economica.
I problemi, però, restano in Europa, dove solo la Francia condivide la linea italiana e se ne è fatta a sua volta portavoce (Parigi ha abbassato unilateralmente l’Iva al 7%, rischiando la condanna della Corte). Tra i Paesi favorevoli, Olanda, Grecia, Slovenia e Lussemburgo. Ma non basta. E sono quasi nulle le speranze che il  Consiglio dei ministri europei della Cultura del 25 novembre possa arrivare alla posizione unanime sull’equiparazione dell’Iva sugli ebook a quella sui libri cartacei.

Bibliografia
Giacomo Dotta, http://www.webnews.it/2014/11/19/franceschini-iva-ebook
articolo tratto dal sito www.europaquotidiano.it
Alessia Rastelli, Corriere della Sera http://ehibook.corriere.it/2014/11/20/iva-sugli-ebook-franceschini-presenta-emendamento-per-abbassarla-al-4/

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